Home > Articoli Stampa Pers. > Città sicure? Al Governo interessano altre tematiche.

Città sicure? Al Governo interessano altre tematiche.

Città sicure? Al Governo interessano altre tematiche. - Il Notiziario

«Città sicure? Al governo interessa solo la giustizia»

di Maristella Iervasi

«La sicurezza delle città non interessa alla politica. Il governo è tutto concentrato sulla riforma della giustizia e il federalismo. Sono queste le sue priorità». È amaro lo sfogo di Alessandro Rumore del Cocer dei Carabinieri. «Sono siciliano - dice - e le tante promesse in campagna elettorale di Raffaele Lombardo, come sono finite? Una volta sedutosi sulla poltrona di governatore della Sicilia, non ha più voluto aprire l’assessorato alla sicurezza».



L’appuntato Rumore non è contrario all’impiego dei soldati in strada - Berlusconi ne aveva annunciati 30mila per poi fare all’indomani una mezza marcia indietro. Ma il carabiniere mette i puntini sui compiti che i militari dovrebbero svolgere. E fa degli esempi concreti.

Abbigliamento: «Sono armati e vestiti come se dovessero andare in guerra. Una tenuta talmente pesante che quasi non si possono muovere. Quindi - precisa - sono d’accordissimo sull’impiego dei soldati per la sorveglianza degli obiettivi sensibili, su postazioni fisse. Di certo non vanno bene per l’ordine pubblico. In questo caso il soldato così equipaggiato potrebbe perfino essere d’intralcio al carabiniere o al poliziotto che lo affianca».

Addestramento ed esperienza. Non ha dubbi l’esponente del Cocer. «I militari non sono preparati, non hanno l’addestramento adeguato per far fronte alla criminalità urbana».

Dove impiegarli allora? «Davanti alle ambasciate, ai tribunali vanno benissimo. E perchè no, - sottolinea Rumore – anche agli stadi. Ogni domenica per le partite di calcio dobbiamo sguarnire tantissime stazioni, giurisdizioni di paesi. Invece delle forze dell’ordine perché non utilizzare i soldati per le partite di calcio?».

Si riparla di soldati, dunque. Dopo il debutto d’autunno, ora la replica rafforzata di 10 volte. Peccato però che la misura da «stato d’assedio» presa sull’onda dell’omicidio Reggiani a Roma, dopo un periodo di euforia iniziale si è rivelata presto uno specchietto per l’allodole.


Di militari in città se ne son visti pochi. Quasi niente da Natale ad oggi. Altro che esercito del bene contro l’esercito del male. Lo slogan di Berlusconi regge solo come spot. Esattamente come accadde nel 2001, sempre con Berlusconi al governo, con il poliziotto di quartiere. Allora, furono spesi milioni di lire per l’equipaggiamento, ma dopo un primo periodo queste figure sparirono dai territori.
«La stessa cosa potrebbe accadere adesso con gli annunciati 30mila soldati», conclude Alessandro Rumore. Che sottolinea: «Se si volesse fare un discorso serio sulla sicurezza ecco cosa bisognerebbe fare: indagare per capire dove sono finiti i poliziotti di quartiere e su come vengono utilizzati i fondi per le apparecchiature logistiche delle forze dell’ordine. Fare un sondaggio serio per conoscere l’esatto numero del personale impiegato in ufficio con compiti burocratici».

01/02/2009