Cari Colleghi
Ne sono passati di mesi dall’ultima comunicazione che io ormai da quasi 10 anni chiamo Il Notiziario/L’Editoriale.
Diciamo che mi sono dedicato in parte al lavoro che svolgerò appena il Co.Ce.R. sarà terminato. Parola fine che dovrebbe coincidere con il prossimo Luglio 2011.
Di certo non sono mancate le mie comunicazioni ai vari uffici del Comando Generale ed al Comandante in persona allorquando lo incontrato nell’aula del Co.Ce.R., spiegandogli dettagliatamente le cose che non vanno nella linea Territoriale e specialmente presso le Stazioni Carabinieri. D’altronde è quasi un anno che cerco di dividermi tra Rappresentanza e Stazione di Borgetto dove faccio servizio. E forse anche grazie a questo riesco sempre a mantenere la grinta che serve per eseguire questa funzione di Delegato. Grinta che in parte molti miei colleghi della Rappresentanza Italiana hanno perso.
Di certo è vero anche che quando si prospetta un problema al Comandante Generale egli lo risolve in tempi celeri, quando sono di sua competenza. Su questo appunto aspetto ampie notizie su tutta la mia relazione verbale sui problemi che sovrastano le Stazioni Carabinierio oggi divenute più di ieri dei posti di impiego dove non prestare servizio. Quelli che possono fuggire per impieghi aristocratici presso I reparti Speciali o gli Uffici devono ritenersi fortunati o raccomandati.
Molti dei problemi vengono alimentati dalle vere incapacità di alcuni Ufficiali Comandanti nell’affrontare in modo sereno il comportamento da tenere verso il personale . Offese ed insulti sono ancora all’ordine del giorno. Per fortuna il fenomeno pur essendo vasto, viene ampiamente denunciato dai Colleghi a noi Rappresentanti che a sua volta cerchiamo di mettervi riparo. L’assurdità sta nel fatto che se un Militare sbaglia è punito. Se non ha sbagliato avrebbe potuto sbagliare e gli si da un richiamo. Se non gli si da nulla comunque viene visto male. All’Ufficiale nulla, sia se insulta, se offende, se non risolve i problemi ed anche se è incapace di Comandare.
Anche I Comandanti di Stazione sono frastornati da certe situazioni. Sulle loro spalle si sovrastano responsabilità a dismisura e se cercano consigli di certo non li possono ricevere da Ufficiali giovani, che essendo ultra Raccomandati ricoprono incarichi che non avrebbero mai potuto occupare. Ai Comandanti di Stazione e similari è devoluto il messaggio che voglio indirizzare. Difendete I vostri collaboratori, non li cedete alle grinfie dei Superiori, anche a scapito della vostra carriera. Il nastrino che avete sul braccio fatelo valere. Specialmente se ormai avete raggiunto il grado apicale e vi manca poco alla pensione. Aiutate i giovani e meno giovani Ufficiali, facendogli capire, che il loro compito è risolvere I problemi e non crearne, devono amministrare il personale e non amministrare la loro carriera, devono denunciare superiormente le cose che non vanno e non dire sempre che è tutto ok. Se non si cresce tutti assieme la nostra amata Arma verrà distrutta e quello che è successo qualche giorno fà a Roma sulla protesta davanti al Ministero della Difesa ed al Comando Generale di alcuni colleghi, non sarà solo un momento da dimenticare bensì una pericolosa azione che potrebbe ripetersi, mostrando il fianco a chi da tempo vuole toglierci di mezzo dentro le aule parlamentari, dentro le associazioni di parte, dentro I meandri della malavita.
Cari Comandanti di ogni ordine e grado state attenti ricordando che quando inveite contro un”sottoposto”; senza il suo operato voi non avreste merito di esistere. Aps Alessandro Rumore
