Per quanto attiene alla tematica del Riordino delle Carriere, bisogna fare un discorso molto dettagliato. Vi è da considerare che alcune sigle sindacali ed alcuni Parlamentari hanno straparlato a casaccio solo per propaganda. Se vi ricordate il Cocer 9° mandato aveva bocciato presso la Commissione Difesa del Senato, la legge Delega sul riordino, la quale era passata alla Camera dei Deputati. Le motivazioni del nostro “NO” erano state diverse. In primo luogo non vedevano nella predetta Legge Delega, delle assicurazioni sull’avanzamento effettivo di carriera. Vi erano pochi articoli incomprensibili dal Carabiniere al Luogotenente e molti articoli dettagliati sull’avanzamento del ruolo degli Ufficiali. Posso assicurare a tutti che la nuova proposta di Legge Delega rispecchia quella precedente. Quindi nulla è cambiato. Qualche settimana fa le Amministrazione della Difesa e degli Interni hanno indetto una riunione tecnica per capire cosa si vuole fare con un futuro riordino delle carriere e dove mettere eventuali paletti ordina mentali. Un punto insormontabile è quello dello stanziamento economico. Ogni passaggio di grado, sia transitorio, che a regime, comporta una spesa. Nel 2005 una relazione tecnica aveva sancito che per un riordino complessivo di tutte le Forze di Polizia ed Armate, bisognava disporre di circa un miliardo di euro. Oggi gli stanziamenti ammontano a circa 530 milioni. Questi stanziamenti non sono altro che i famosi 119 milioni di euro mai utilizzati ed immessi in bilancio ogni anno. Infatti sino ad oggi il Governo non ha stanziato risorse economiche supplementari per eseguire un riordino serio. Quindi qualsiasi progetto deve tenere conto che in realtà per un sistema cosiddetto transitorio vi sono 530 mln di euro, ma per il sistema a regime ve ne sono 119 mln di euro. Capite bene che il progetto non è sostenibile. A mio parere un riordino mal fatto fa più danni di uno non eseguito. Per concludere, le voci che già parlano di avanzamenti tra i vari gradi sono false ed inducono prospettive di carriera del personale che non si possono applicare. Dovrà esserci prima di tutto una volontà politica per gli stanziamenti economici. Poi si vedranno i progetti.
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