Per l’ennesima volta, manco a dirsi, questa volta presso il Comando Legione Carabinieri Sicilia, è stata compiuta un ennesima opera di cesello legale.
Giovanni Magrì, Mar.”A” S.Ups in servizio c/o la Sez. di P.G. della Procura Distrettuale di Catania, è stato chiamato a sostenere un ennesimo sforzo difensivo.
Come al solito l’isp.re, sempre sulla cresta dell’onda, per il suo giustissimo e necessario progetto, che vorrebbe la nascita ed istituzione dell’Avvocatura militare nell’Arma, è stato chiamato a difendere un altro ns. sfortunato collega (in servizio sotto il Comando Gruppo Etneo).
Sembrerebbe una tautologia, ma bisogna ribadire che già per i corridoi al 2^ piano della palazzina del Comando Legione circolava la voce che sia il processo che la relativa sentenza “erano già tutte scritte”, il graduato, insomma, era spacciato, la massima espressione punitiva (15 gg. Cons. rig.) era pronta ad essere inflitta, era solo una banale formalità…….Eppure, come dice il buon Magrì “non è mai detta l’ultima parola, la prova provata si costruisce in dibattimento ”.
Il Ns avvocato in divisa, sfoggiando le sue doti di ottimo difensore, ormai riconosciuti da tutti i Militari ma ancora snobbati dalla scala Gerarchica, ha riassunto gli oltre 4 anni di incubo, patiti dal suo assistito; la Commissione “rinforzata” (a quanto pare era presente un Ufficiale non previsto), non ha potuto fare altro che rivedere il tutto, dando al ns collega un “innocuo rimprovero”.
Il collega Magrì è ormai chiamato giornalmente da tutti i colleghi d’Italia che necessitano di una sua tutela-difensiva. Sicuramente le sue difese verranno richieste anche da altri colleghi di altre Forze Armate, ove giornalmente si sviluppano casi a dir poco allucinanti.
Ancor oggi non possiamo assistere a delle Commissioni disciplinari improvvisate, ove i componenti vengono presi di certo non per la loro professionalità nel settore. Questo non facilità il compito ai Comandanti di Corpo che devono assolvere o affliggere delle pene ai colleghi sottoposti a procedimenti disciplinari.
Forse un giorno questi atteggiamenti obsoleti e tradizionalisti cambieranno, ma per farlo ci vorrà coraggio, apertura mentale, mettersi in gioco e spiccata professionalità. Atteggiamenti e aggettivi che spesso i nostri vertici usano per i loro avanzamenti di carriera.
A dispetto di tutto e di tutti Magrì, dà sempre certezza di grande cultura e serietà professionale. Ricordiamoci il brocardo che Magrì è solito citare “ la legge è la spina dorsale di uno stato di diritto”.-
Roma 4 novembre 2009
Alessandro Rumore